cani gatti passaporto digitale chip

Cani e gatti, svolta europea: obblighi e sanzioni per i proprietari italiani

La tutela degli animali da compagnia non è più solo una questione di sensibilità personale: da oggi diventa anche un obbligo giuridico europeo. Con l’accordo raggiunto tra Parlamento e Consiglio dell’Unione europea, entrano in vigore regole comuni che cambieranno concretamente la vita di chi possiede, alleva o commercia cani e gatti. Non si tratta di norme astratte: riguardano direttamente il modo in cui gestiamo i nostri animali, dalla loro identificazione fino alle condizioni di allevamento e importazione.

Qual è il contesto normativo

Il pacchetto rientra nell’ambito delle competenze dell’UE in materia di sanità animale e mercato interno, fondate sugli articoli 43 e 114 del Trattato sul Funzionamento dell’Unione Europea (TFUE). La proposta si inserisce nel quadro del Regolamento (UE) 2016/429 (“Animal Health Law”), che già disciplina la prevenzione e il controllo delle malattie animali, e mira ad ampliarne la portata con regole specifiche per gli animali da compagnia.

In Italia, l’obbligo di microchip per i cani è già previsto dall’art. 3 della Legge 281/1991 e dalle normative regionali. Per i gatti, invece, non esiste ancora un obbligo generalizzato: la proposta UE porterebbe quindi a un’estensione uniforme.

Perché queste regole sono importanti

Fino ad oggi ogni Stato membro aveva regole proprie, con differenze che rendevano difficile controllare abusi e garantire uniformità. L’UE ha scelto di fissare standard comuni per assicurare salute, benessere e tracciabilità degli animali da compagnia. In Italia, dove il microchip per i cani è già obbligatorio, queste norme rafforzano e ampliano la protezione anche ai gatti e introducono divieti più stringenti contro pratiche dannose.

Quali obblighi per i proprietari

La misura più evidente è l’obbligo di microchip e registrazione in banche dati nazionali interoperabili:

  • Allevatori, venditori e rifugi: dovranno adeguarsi entro 4 anni.
  • Proprietari privati: avranno più tempo, 10 anni per i cani e 15 per i gatti.

Per i cittadini italiani questo significa che, anche se oggi il microchip è già previsto per i cani, la regola diventerà uniforme e vincolante a livello europeo, estendendosi progressivamente anche ai gatti.

Divieti sulle pratiche di allevamento

Le nuove norme vietano:

  • L’accoppiamento tra animali strettamente imparentati (genitori-figli, fratelli, nonni-nipoti).
  • Le selezioni mirate a ottenere caratteristiche estetiche che comportano gravi problemi di salute.

In altre parole, non sarà più possibile privilegiare tratti “di moda” se questi mettono a rischio la salute dell’animale.

Regole sulla gestione quotidiana

Il pacchetto introduce anche divieti che incidono sulla vita di tutti i giorni:

  • Non si potranno più tenere gli animali perennemente legati a una catena.
  • Saranno vietati collari a strozzo o a punte.

Queste misure rafforzano il principio già presente nel nostro ordinamento: il benessere animale è un valore giuridico tutelato.

Importazioni e controlli

Per evitare che animali dichiarati “non commerciali” vengano introdotti nell’UE per fini di vendita, le nuove regole si applicheranno anche ai movimenti non commerciali. Ciò comporterà controlli più rigorosi alle frontiere e maggiore trasparenza per chi acquista animali provenienti dall’estero.

Cosa rischia chi non si adegua

Il mancato rispetto degli obblighi può comportare sanzioni amministrative e, nei casi più gravi, responsabilità penali per maltrattamento. È quindi fondamentale che proprietari e allevatori si informino e si organizzino per tempo.

Tempi e limiti

Gli obblighi non scattano immediatamente: sono previsti tempi di transizione lunghi per consentire l’adeguamento. Alcuni dettagli applicativi – come le modalità di registrazione nelle banche dati nazionali – saranno definiti dai singoli Stati membri. In Italia occorrerà attendere i decreti di recepimento.

studio legale zambonin

Per una consulenza legale: info@iltuolegale.it – 02 94088188

Non si effettua consulenza legale gratuita.
È assolutamente vietata la riproduzione, anche parziale, del testo presente in questo articolo senza il consenso dell’autore. In caso di citazione è necessario riportare la fonte del materiale
.

Comments are Closed