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Vietare le adozioni prima di Natale per evitare abbandoni?

È innegabile come spesso gli animali, in particolar modo cani e gatti, vengano regalati come piccoli pacchettini, insieme ai peluche ed I-pad, a bambini che ogni anno supplicano i propri genitori di regalarne loro uno e che realizzano il proprio sogno trovando un morbido cagnolino in una scatola sotto l’albero illuminato, dopo il passaggio di Babbo Natale. È altrettanto innegabile come un bambino difficilmente saprà occuparsi correttamente di un animale e che, quindi, se un genitore decide di regalare un cucciolo a proprio figlio, dovrà essere cosciente che probabilmente sarà (anche) lui stesso a doversene occupare. Le adozioni devono necessariamente essere consapevoli e ragionate.

E se questo non succede? E se il genitore preso dalla foga e dalla bellezza dei cuccioli regala il primo cane che trova al proprio bambino di 6 anni? Succede che pochi mesi dopo, quando i cuccioli sono diventati cuccioloni non più tascabili, che richiedono tempo, spazio, denaro ed attenzione, i bambini sono già stufi e i genitori (troppo spesso, ma non sempre!) decidono che è giunto il momento di portarlo in canile, di regalarli a qualcun altro, di abbandonarli da qualche parte.

Enpa e la denuncia: troppi animali abbandonati sono “ex regali” di Natale

A parlare di questo triste fenomeno – ormai possiamo parlare di vero e proprio fenomeno, che annualmente si realizza con le stesse modalità – è proprio l’Ente Nazionale Protezione Animali (ENPA). Ogni anni a distanza di pochi mesi dalle feste natalizie i canili si riempiono di cuccioloni, diventati il regalo scomodo del Natale passato. «Non è un caso — fa notare Carla Rocchi, presidente dell’Ente – che poi le città, i parchi e le campagne si riempiano di animali che vengono abbandonati. Non solo cani e gatti: da anni aumentano gli abbandoni di criceti, conigli, tartarughe d’acqua che vengono lasciate nei corsi d’acqua e poi cannibalizzano l’ecosistema».

Ad oggi l’ENPA, sul fenomeno appena descritto, vede le istituzioni troppo latitanti ed insicure: non esistono infatti numeri precisi sul randagismo. «Dovrebbero fornirli i canili sanitari — dice Rocchi —, ma in molte regioni, soprattutto del Sud, o non ci sono le strutture o i sindaci non le utilizzano, non adempiendo peraltro all’obbligo di legge di occuparsi di tutti gli animali abbandonati dei loro territori». L’Enpa ormai da anni si batte contro la «moda» di regalare animali a Natale. Una moda che è anche pericolosa «perché alimenta la tratta di cuccioli dai Paesi dell’Est, favorita dalla forte domanda di cani di razza e animali esotici a basso costo».

La soluzione: i rifugi vietano le adozioni nel periodo natalizio

La soluzione tedesca

In Germania è stato stabilito ed imposto un divieto temporaneo per le nuove adozioni: soluzione apparentemente drastica ma necessaria per evitare il realizzarsi del fenomeno degli abbandoni pochi mesi dopo le feste invernali. L’idea si è diffusa a macchia d’olio, venendo applicata da molti canili anche nella Bassa Sassonia, dal canile di Brema a quello di Berlino (il più grande d’Europa) ed i notiziari regionali segnalano decisioni simili anche in altre città: l’eliminazione delle decisioni d’impulso, dell’ultimo minuto prima del Natale, porta chi non è davvero convinto a dirottare su altro (magari un cucciolo di peluche, che in questi casi andrebbe bene ugualmente). «La decisione di tenere un animale non deve essere presa alla leggera, tutta la famiglia deve essere coinvolta nel processo decisionale» spiega Claudia Hämmerling dell’associazione per la protezione degli animali di Berlino. La maggior parte dei rifugi sarà ancora aperta per le visite, ma le famiglie dovranno tornare a gennaio dopo aver avuto il tempo di riflettere.

La soluzione irlandese e la difforme soluzione inglese

I rifugi in Irlanda stanno portando avanti un percorso simile, con la più grande associazione per la sicurezza del cane Dogs Trust che sospende tutte le adozioni dalla prossima settimana. Posizione un po’ differente, quasi controcorrente, quella inglese e gallese della Rspca (Royal Society for the Prevention of Cruelty to Animals) (RSPCA), che promuove il benessere degli animali: «Il periodo del Natale può essere effettivamente complesso per ogni animale domestico che arriva in una nuova casa, ma tuttavia il periodo festivo per le persone è un momento calmo e tranquillo e potrebbe essere una buona opportunità per introdurre un animale avendo più tempo per rimanere a casa e trascorrere il tempo con loro».

Una soluzione così drastica potrebbe, forse, essere utile anche in Italia per combattere quell’ insidioso fenomeno di leggerezza e cattiveria quale l’abbandono, specialmente in quelle regioni dove il fenomeno del randagismo e la difficoltà delle adozioni sono un allarmante problema sociale, silentemente costante.

Per ulteriori informazioni su questo argomento, non esitare a scriverci a info@avvocatoanimali.it

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