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La tutela degli animali nei casi di separazione e divorzio

Un interessante spunto di riflessione è fornito dalla questione inerente la tutela degli animali nei casi di separazione e divorzio. Infatti succede sempre più spesso che in caso di separazione tra coniugi siano contesi, oltre ai figli, anche gli animali domestici.

In Italia quasi una famiglia su due convive almeno con un animale domestico e sempre più, nella vita quotidiana, vi sono casi di separazione fra coniugi nei quali cani, gatti ed altri animali diventano oggetto del contendere, in un quadro normativo che risulta a tutt’oggi ancora carente.

Tale argomento è già stato affrontato da questo Studio nel 2013, con l’articolo “Animali e Divorzi” (che potete leggere cliccando su questo link: https://www.avvocatoanimali.com/animali-e-divorzio/). Si ritiene quindi utile affrontare nuovamente la discussione, focalizzando l’attenzione sugli orientamenti giurisprudenziali più recenti.

Un caso dello scorso febbraio, ad esempio, riguarda l’intesa raggiunta da una coppia in fase di separazione consensuale -e riconosciuta valida dal tribunale di Como- che definiva in maniera dettagliata sia la gestione economica sia la disciplina delle visite del cane in questione.

I giudici hanno predisposto l’omologazione di tale patto in quanto avvenuto nel pieno rispetto delle leggi e dell’ordine pubblico e poiché garantiva il diritto di vedere, in alternanza, l’animale.

Un altro caso altrettanto interessante ha visto protagonisti una coppia di quarantenni di Pavia che, in sede di separazione consensuale, si sono preoccupati di definire minuziosamente il trattamento da riservare alla loro golden retriever Lulù, di 4 anni.

In seguito allo svolgimento di una negoziazione assistita dagli Avvocati, si è deciso che Lulù resterà con l’ex moglie ma che l’ex marito sarà tenuto a versare gli alimenti per contribuire al mantenimento dell’animale e che potrà vederla previo appuntamento telefonico.

Questo tipo di accordi, solitamente redatti sulla falsa riga di quelli relativi ai figli minorenni, sono convalidati dal Giudice della separazione con frequenza sempre maggiore. Tali accordi, se si limitano a disciplinare l’affidamento dell’animale senza violare alcuna Legge, sono apprezzati dal Giudice e supportati dal fatto che sia sempre meglio, anche per gli animali di casa, che la coppia arrivi ad un’intesa.

Tuttavia, in caso di conflitto sull’affidamento dell’amico a quattro zampe, il magistrato non è tenuto ad occuparsi del problema e le conseguenze di tale “scontro” rischiano di ripercuotersi anche sugli animali, soggetti deboli e meritevoli di tutela che ormai sono considerati a tutti gli effetti membri della famiglia.

Come già segnalatovi nello scorso articolo, una soluzione a tale questione potrebbe essere contenuta nel disegno di legge depositato alla Camera nell’aprile 2013 (!) dalla parlamentare Michela Brambilla, il cui testo prevede che, “in mancanza di un accordo, il giudice, a prescindere dal regime di separazione o di comunione dei beni e a quanto risultante dai documenti anagrafici dell’animale, sentiti i coniugi, la prole, se presente, e, se del caso, esperti del comportamento animale, attribuisce l’affido, esclusivo o condiviso, alla parte ‘in grado di garantire il maggior benessere’ dell’animale”.

Questa proposta può fungere da viatico soprattutto per un cambiamento nell’orientamento del diritto italiano, il quale considera ancora oggi gli animali come dei semplici oggetti; tale disegno di Legge può fornire un’opportunità al nostro ordinamento di stare al passo coi tempi rispetto alle Costituzioni di Austria e Germania che hanno recepito a pieno il disposto dell’art. 13 del Trattato di Lisbona, volto a tutelare gli animali e il loro benessere, sul presupposto fondamentale che siano esseri senzienti e che anch’essi possano risentire delle separazioni familiari.

Per informazioni: info@avvocatoanimali.it

Non si effettua consulenza legale gratuita.

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